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Costruttori di ponti

R1PUD1A!

di Alessandro Manfridi

La campagna di Emergency che si può ascoltare in un suggestivo podcast non ci riconsegna il vero senso dell’art. 11 della nostra Costituzione?

Settembre 2026

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Attualità

guerrapacevittime

In questi anni sono state e continuano ad essere diverse le critiche rivolte alle associazioni e al movimento pacifisti, da quelle di utopia a quelle di connivenza con le ragioni di dittatori guerrafondai.

Per questo la frase lapidaria di Gino Strada, medico chirurgo per quarant’anni in servizio negli ospedali da campo negli scenari dei conflitti africani, mediorientali e non solo, ha la capacità di mettere a tacere chi le sostiene: “Io non sono un pacifista. Io sono contro la guerra”.

Emergency, l’associazione da lui fondata, ne raccoglie il testimone promuovendo da un anno la campagna “R1PUD1A”, per chiedere il rispetto concreto dell’articolo 11 della Costituzione italiana.

E la concretezza invocata è proprio quella dimostrata da questi medici ed operatori sanitari da 30 anni in servizio nei vari teatri bellici del mondo: “vediamo da 30 anni con i nostri occhi sul campo la realtà comune a tutte le guerre: le vittime. E proprio per questo ripudiamo la guerra, sempre. Sappiamo di non essere soli: l’Italia ripudia la guerra, gli italiani ripudiano la guerra”.

Il sito è ricchissimo di proposte e materiali, tutti da acquisire, scaricare e utilizzare.

La guerra non si sconfigge con le intenzioni, ma con azioni operative concrete, di cui la campagna dà un ampio ventaglio di proposte: dall’individuazione di spazi di pace all’attivismo per l’educazione alla pace come docenti, studenti o familiari all’interno delle scuole, dal monitoraggio civico delle economie di guerra alla costituzione di reti di Comuni, scuole ed associazioni culturali che facciano obiezione di coscienza, dal passaparola sui social alla community online (Discord).

Uno sguardo alle FAQ: perché la pace fa parte della Costituzione: art 11; perché l’Italia ripudia la guerra; a cosa serve la comunità internazionale; perché ci serve l’ONU; quale difesa?; la vera sicurezza è nei diritti; la concretezza del pacifismo; la scelta: soldi per curare o per uccidere?; cosa può e deve fare il nostro governo; EMERGENCY e l’abolizione della guerra; esistono guerre giuste o umanitarie?; cos’è il servizio di leva ed è stato abolito in Italia?; cos’è il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare?; la Difesa della Patria è un obbligo?

Da segnalare anche il ricco materiale messo a disposizione per gli insegnanti, per gli studenti, per le scuole.

Invito, dunque, tutti noi che ad usare gli auricolari per lo smartphone durante gli spostamenti sui mezzi pubblici, l’attività ginnica, nei “tempi morti” o di svago, per divorare gli interventi preziosissimi realizzati dai podcast di R1PUD1A: dall’imperdibile “Le parole della guerra” di Francesca Mannocchi (“Giustizia significa restituire il nome”) a “Il confine della pace” di Simone Pierranni, passando per Calabresi, Damilano, Montanari (vedi qui).

È tempo di non restare indifferenti: l’adesione a questa campagna può aiutarci a raccogliere il testimone che i padri costituenti hanno voluto affidarci in eredità.

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