di Alessandro Manfridi
Ricerca libera, conversazione aperta, pensiero che non chiede il permesso di esistere: con queste premesse parte un suggestivo spazio di confronto
18 Agosto 2026
don MilanieducazionefilosofiaIpaziapopoloscuolateologia
Nel 415 d.C. Ipazia di Alessandria, già direttrice della scuola neoplatonica di Alessandria d’Egitto, docente di filosofia, astronomia e matematica, scienziata brillante e consigliera del prefetto romano Oreste, viene assassinata brutalmente all’età di circa 45 anni da quelli che oggi potremmo definire dei “fondamentalisti cristiani” che non le avevano perdonato il suo scontro aperto con il patriarca Cirillo.
Alla sua figura di libera pensatrice e di genio femminile viene dedicata una bella iniziativa, ideata dalla professoressa Selene Zorzi e realizzata con Gabrielli editori, una Scuola popolare di filosofia e teologia che si svolgerà a San Pietro in Cariano (VR) da settembre prossimo a giugno 2027, con lezioni a cadenza quindicinale.
La dicitura “scuola popolare” richiama un patrimonio che ci appartiene e che va riscoperto e promosso, a partire da quello della “Scuola di Barbiana”, che con la sua “Lettera ad una professoressa” e non solo, ha segnato un’epoca storica, quella del rinnovamento dei processi educativi e della necessità che la scuola fosse raggiungibile da tutti, esploso con i movimenti studenteschi degli anni ‘60-‘70.
Oggi, in tempi di BES, di DSA, di emergenze educative e sociali, nei quali l’irruzione delle AI e i disagi del mondo giovanile nativo digitale che respira byte già in placenta e viene cresciuto a pane e smartphone, l’”educazione popolare” risulta un’illustre sconosciuta, venendo oscurata dal bombardamento di informazioni e notizie che divora chi se ne nutre al ritmo di visualizzazioni e gradimenti.
Il seme fa fatica a crescere, perché il terreno è alquanto roccioso e dà poca profondità, impedendo alle radici di mettere dimora.
La sfida posta a noi insegnanti, educatori e formatori, è dunque enorme e al tempo stesso affascinante; il compito è lo stesso che hanno assunto tanti altri prima di noi, di preziosa memoria, da Ipazia a don Milani.
Il dramma sta proprio nell’urgenza presente. In un mondo in cui la globalizzazione ha abbattuto i confini nazionali ma ha reso tutti più connessi e a tempo stesso più soli, in una società che non ha più bisogno di essere distolta a panem et circenses perché siamo costantemente galleggianti in quella pentola che rischia di cuocerci tutti come delle “rane bollite”, abbiamo bisogno come l’aria e come l’acqua di spazi di confronto e di dibattito che ci possano mettere con onestà difronte a degli interrogativi fondanti, capaci di dare strumenti per la costruzione di persone rinnovate, pronte a spendersi per il bene comune al servizio della res publica.
Quando gli apostoli si rivolgono a Gesù e gli dicono: “Tutti ti cercano” (cfr. Mc 1, 37), il loro appello nasce dalla pressione delle folle insistenti. Ma Gesù li spiazza, dicendo che bisogna spostarsi altrove.
Il bene prezioso, che le folle intuivano di aver trovato nel maestro di Nazareth, sfugge loro e le chiama ad un “mettersi in cammino” per seguirne le orme.
Potete leggere il programma in dettaglio qui, nel frattempo vi segnalo alcuni contenuti che mi sembrano rilevanti: Nulla è ovvio: le domande socratiche; Fede e ragione; La Scrittura: Come si è formata, come si legge, i generi letterari, i soggetti, la narrazione; Idee incendiarie: Gesù è il Cristo?; Gesù nella teologia della liberazione; Violenza e Sacro: René Girard e il meccanismo del capro espiatorio; Guerre di religione e violenza in nome di Dio; Religione e violenza politica oggi; Violenza e abusi nelle istituzioni religiose; Comunicazione nonviolenta; Autocoscienza, trascendenza, estasi: un lessico dell’esperienza interiore in prospettiva credente e non; – Gestire la rabbia.
I docenti della Scuola sono: Selene Zorzi, Anita Prati, Marinella Perroni, Marco Campedelli, Emanuela Prinzivalli, Hanz Gutiérrez Salazar, Andrea Grillo, Federica Tourn, Valeria Mercandino, Massimo Foladori.
Suggerisco con convinzione agli amici che si trovano a Verona e provincia e non solo, di affacciarsi a questa esperienza.
