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Costruttori di ponti

7 ottobre. La Costituzione ci chiede la Pace

di ALESSANDRO MANFRIDI

Una riflessione in margine alla seconda manifestazione di mobilitazione nazionale per chiedere la pace

24 ottobre 2023

Pubblicato su https://www.vinonuovo.it/attualita/societa/la-costituzione-ci-chiede-la-pace/

Per i credenti, dietro quel che il senso comune definisce “qualcosa di casuale” non è errato il tentativo di leggere un “segno”, con la conseguente riflessione sul significato che lo stesso “segno” presenta.

Il 7 ottobre le Reti, le Associazioni, i Circoli, i Comitati locali, le e i singole/i cittadine/i che hanno aderito, sostenuto e partecipato alla mobilitazione del 5 novembre 2022 per il cessate il fuoco e per il negoziato per porre fine all’aggressione russa ed alla guerra in Ucraina si sono riuniti a Roma, sotto il coordinamento della CGIL, per rispondere alla conferenza di Vienna che ha lanciato la mobilitazione internazionale dei movimenti per la pace, la nonviolenza ed il disarmo per chiedere il cessate il fuoco ed il negoziato, confluendo nella grande manifestazione nazionale “La Via Maestra. Insieme per la costituzione”. Temi: diritti, istruzione, salari, ambiente, democrazia, salute, pace, lavoro. https://www.youtube.com/watch?v=ugjJT8JG5Fw

È interessante accostare la figura di San Pio V, l’ultimo Papa canonizzato prima dei Papi del XX secolo (San Pio X, San Giovanni XXIII, San Paolo VI e San Giovanni Paolo II) la cui vicenda si lega proprio alla data in cui quest’anno si è svolta questa manifestazione. 

Pio V, uno dei Pontefici che ha attuato la Controriforma, ha legato in modo indelebile il suo nome alla costituzione della Lega Santa con la scesa in campo delle potenze cattoliche, Spagna e Serenissima Repubblica di Venezia in testa, aggregatisi sotto minaccia di scomunica, per contrastare la minaccia dell’impero Ottomano.

Minaccia politica ed economica, “geostrategica” direbbero oggi gli analisti.

In gioco il controllo del Mediterraneo, a partire dal controllo dell’isola di Cipro, dominazione veneziana attaccata dai turchi.

Ma, nell’appello papale, scontro tra due civiltà, quella cristiana e quella musulmana.

Il Pontefice il 7 ottobre del 1571, giorno della vittoria della Lega Santa a Lepanto sulla flotta ottomana, fece suonare le campane alle 12:00, istituì la festa della “Madonna della Vittoria” (poi rinominata “Madonna del Rosario” dal successore papa Gregorio XIII) alla cui intercessione era attribuito il trionfo della flotta cristiana, aggiunse il titolo “Auxilium Christianorum” (Aiuto dei cristiani) alle Litanie Lauretane, mentre già nel Breviario romano da lui promulgato nel 1568, ci aveva consegnato la terza parte dell’«Ave Maria», come la conosciamo oggi.

7 ottobre 2023. La coscienza dei cittadini che si mobilitano non è più quella di chi auspica una vittoria “militare” per ricacciare le “oscure forze del male” ma quella di un popolo che ritiene questa opzione assolutamente inadeguata.

Due cortei confluiscono in piazza San Giovanni. Oltre 200mila partecipanti ed oltre 200 associazione, laiche e cattoliche. È la più grande manifestazione degli ultimi 10 anni. Presenta Raffaella Bollini (ARCI), Giulio Marcon (Sbilanciamoci), Andrea Morniroli (Forum Diseguaglianze Diversità).

Il primo intervento è quello di Stefania Brogini, delegata FP dell’ospedale di Camposteggia (SI) che ci parla della situazione della Sanità, infermiera che lavora in emergenza/urgenza dal 1993. Negli ultimi anni i ritmi di lavoro sono diventati assurdi, i turni massacranti. “Noi vogliamo prenderci cura delle persone ma non abbiamo più il tempo materiale di scambiare con loro una parola”.

Intervento per la campagna “Ci vuole un reddito” di Ilaria Manti: otto milioni le persone in povertà relativa, cinque milioni e mezzo le persone in povertà assoluta, eppure viene abolito il reddito di cittadinanza. Nel mondo reale non si riesce a fare la spesa e ad arrivare alla fine del mese. Il libero mercato è escludente. Il governo dovrebbe fare non i condoni mentre fa la guerra ai poveri.

Unanime la condanna alla escalation degli attentati in Palestina.

Michela Paschetto, per Europe for Peace, infermiera di Emergency. La guerra è negazione del diritto, della sicurezza, della salute, della casa, dell’istruzione. Le vittime della guerra non sono solo le persone uccise ma tutte quelle che non possono raggiungere un ospedale in sicurezza e, ad esempio, le donne rinunciano a venire in ospedale per partorire o altri rinunciano a farsi curare.

Tra gli interventi sul palco quelli di Olga Karash, pacifista bielorussa, che invita l’Europa a sostenere gli obiettori di coscienza russi, bielorussi ed ucraini, perché questo costa meno di qualsiasi missile e visto che questa non viene permessa nei tre Stati si ingrossano le fila di chi viene chiamato alle armi.

Poi Gustavo Zagrebelsky che ricorda, uno dei primi firmatari 10 anni fa della prima manifestazione “La via maestra”. Qui si manifesta per l’Italia, non “per la sinistra”. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. È “una Repubblica”, dunque: “è una cosa di tutti noi”. Dunque: è contro le privatizzazioni. È “democratica”: ma oggi vota una minoranza; la nostra è una democrazia fragile, a rischio; a tutti devono essere riconosciuti i diritti fondamentali; le differenze di ricchezze sono così abnormi, tanti hanno sperimentato cosa vuol dire non godere dei diritti fondamentali in uguaglianza tra tutti noi. “Fondata sul lavoro”. Siamo lontani dall’articolo della Costituzione. Siamo qui per manifestare per l’Italia e per quel che dice la sua Costituzione.

Giuseppe De Marzo (Rete Numeri Pari) autonomia presidenziale e presidenzialismo sono punti dell’agenda da rigettare; siamo passati da: “prima gli italiani” a: “prima i veneti, i lombardi, gli emiliano romagnoli”. Passeremmo da un regionalismo solidale ad uno competitivo che aumenterà le differenze tra Nord e Sud.

Alessandra Esposito (delegata Flai pastificio Garofalo, Gragnano) interviene per la questione di genere e delle pari opportunità sul lavoro.

Gianfranco Pagliarulo (ANPI) condanna l’escalation di Hamas. Urge una immediata soluzione politica. Anche in Ucraina è fondamentale un negoziato. Necessario un antifascismo che sciolga le organizzazioni naziste e fasciste.

Sonny Olumati (Italiani senza cittadinanza) ci parla dei figli degli emigrati stranieri. “Il lavoro povero lo hanno inventato gli imprenditori ricchi”. Se si chiudono tutte le porte per entrare in Italia si fanno prosperare i trafficanti; se si nega la realtà, la realtà presenta sempre il conto. Attualmente nel mondo ci sono 108 milioni di profughi. Esternalizzare le frontiere e pagare i dittatori di altri paesi per fermare i migranti non solo è una cosa sbagliata ma non sta dando frutti.

Oggi presidi di solidarietà si svolgono anche a  Bruxelles, Francoforte, Parigi, Berlino, Londra e altre città. Un messaggio per video da Esther Linch, segretaria generale CES.

Per i sindaci parla Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente di ALI (Lega Autonomie Locali) che meno di 9 euro l’ora il lavoro è sfruttamento.

Lavorare è diventato sempre più rischioso. Ne parla Salvatore Guastella, delegato Fillea, Travaglini Costruzioni, ricordando la tragedia di Brandizzo. Ogni giorno sono tanti i morti sul lavoro, specialmente nei cantieri. L’inserimento dei subappalti a cascata portano a risparmiare sulla qualità dei materiali e sulla sicurezza. Sette infortuni su dieci avvengono nel subappalto. I nostri salari sono fermi, chi fa profitto sono solo alcuni.

Don Luigi Ciotti: C’è stata una vera e propria “prostituzione morale” che ha violato i principi della Costituzione. Anche la Resistenza è stata negli ultimi anni svuotata di contenuto fino a diventare adattamento, non cambiamento. Non possiamo tacere. Il Vangelo sta innanzitutto dalla parte degli umiliati, degli esclusi, dei poveri, dei migranti, dei lavoratori. La Costituzione è stata scritta per dire: mai più povertà, discriminazioni, diseguaglianze, mai più guerre; per affermare il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione. Il tradimento della Costituzione viene da anni in cui le forze politiche non hanno affrontato questi nodi. Quando il valore del denaro è superiore al valore della vita si è già in conflitto; dobbiamo opporci a questo furto di speranza. La giustizia sociale ed ambientale non sono solo dei costi ma degli investimenti fondamentali e una politica che non le garantisce tradisce la Costituzione ma prima ancora tradisce se stessa. La solidarietà non può sostituirsi alla politica e colmare i suoi vuoti.

Simona Abate parla per le associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente, Greenpeace, Kyoto Club Transport & Environment) sulla questione delle scelte ecologiche.

Emiliano Manfredonia (ACLI) ricorda che L’Italia è nata dalle ceneri del Fascismo. Oggi ci sono ancora tanti ostacoli non rimossi con gravi problemi sociali.

Camilla Piredda (associazioni studentesche) ricorda come siano passati 158 giorni da quando hanno piantato le prime tende a Milano e in tutta Italia e che ancora attendono risposte.

Due anni fa la Sede Nazionale della CGIL fu assaltata.

Maurizio Landini (CGIL): Noi siamo quelli che vogliono unire il nostro Paese, non dividerlo e che lo tiene in piedi col nostro lavoro. Le diversità ci uniscono. Qui ci sono due fatti nuovi che parlano al paese: oggi noi non siamo qui come singoli ma come persone, siamo persone che credono nella giustizia sociale e nella solidarietà; noi non pensiamo solo di avere dei diritti ma sentiamo il dovere di trasformare questa società che attraverso leggi sbagliate in questi anni hanno aumentato le diseguaglianze sociali. Ciò che ci unisce è proprio la via maestra della Costituzione. Chi produce la ricchezza di un Paese è chi lavora, non la finanza. Noi vogliamo risolvere i problemi delle persone, pur facendo i conti con le situazioni difficili e complicate. C’è bisogno di lavorare assieme con intelligenza. Due date da ricordare: il 16 ottobre di due anni fa, quando abbiamo manifestato dopo l’assalto alla sede della CGIL; il 5 novembre dell’anno scorso abbiamo chiesto che la guerra non sia più lo strumento di regolazione tra gli Stati; come in Ucraina, condanniamo anche l’attacco di Hamas.        C’è bisogno che la Comunità internazionale si smuova su questo. Dopo 18 mesi sono oltre 500mila vittime in Ucraina, un terzo degli ucraini sono rifugiati all’estero, una recessione economica ha preso tutti noi; non può essere solo il Papa l’unico ad esprimersi per la pace.

Sta aumentando la spesa militare in tutto il mondo. Noi stiamo correndo verso il pericolo nucleare.

Senza la pace non ci sono diritti per chi lavora e la guerra la pagano coloro che lavorano.

Una società che guarda solo al mercato e al profitto spacca, divide, genera odio, alimenta il conflitto. Negli ultimi vent’anni questo indirizzo ha determinato un arretramento dei diritti e un aumento delle diseguaglianze senza precedenti.

I temi più importanti: salario, pensioni, difesa del reddito. C’è un calo del potere d’acquisto che supera il 20%. Non sono mai aumentati tanto i profitti, come di aziende che li hanno aumentati all’’80% e viene tassato il lavoro e non questi profitti. Bisogna cambiare le leggi che favoriscono la precarietà; la legalizzazione dei subappalti, le persone non hanno gli stesi diritti e le stesse tutele. È necessario approvare il salario minimo; paghe a 5-6 euro l’ora sono paghe da fame, inaccettabili. Il governo, anziché convocare le parti sociali ha “subappaltato” il suo ruolo al CNEL che sta teorizzando che non c’è bisogno di fare una legge sulla rappresentanza né un salario minimo.

In questo contesto il tema della crisi climatica non può essere negato; ringraziamo i cittadini dell’Emilia Romagna che non ha ancora visto un euro se non quelli dei Comuni e delle Regioni ma nulla ancora dallo Stato. Le cose più lucide anche su questa materia sono quelle che dice il papa. la questione ecologica non è una questione ambientale ma una questione sociale che richiama al modello di sviluppo.

Altri due temi fondamentali: salute e istruzione, oggi messi in discussione; 4 milioni sono i cittadini che non hanno i soldi per potersi curare; 40 miliardi sono i soldi che i cittadini hanno speso per doversi curare. Con la contraddizione chiara che paghiamo la spesa pubblica che però è stata tagliata di 40 miliardi; non possiamo accettare i tagli prossimi sulla spesa sanitaria. Abbiamo bisogno di fare assunzioni e investire anche per combattere le morti sul lavoro: 80 morti al mese! Il diritto all’istruzione, alla cultura, deve essere garantito a tutti e per tutta la vita lavorativa delle persone. I soldi bisogna andarli a prendere dove sono. Un’impresa paga meno tasse sugli utili che fa sul lavoro delle persone rispetto alle tasse che pagano i lavoratori. Abbiamo giovani nel nostro paese che rischiano di andarsene. Visto la crisi di nascite servono 450-500mila ingressi di lavoratori stranieri ma non parlano mai di un altro dato. SONO DI Più I GIOVANI ITALIANI CHE SE NE VANNO ALL’ESTERO PER NON ESSERE SFUTTATI E SOTTOPAGATI CHE GLI IMMIGRANTI CHE ENTRANO NEL NOSTRO PAESE. Con l’Europa bisogna discutere sulle politiche di austerità. Si è sempre di fronte a due alternative secche: se vuoi la Costituzione hai una idea di democrazia, di partecipazione. L’altro è il modello autoritario che vuole ridurre gli spazi di democrazia e svilire la Costituzione, questo diceva Rodotà e noi oggi vogliamo ribadire da questa piazza: non siamo contro qualcuno ma siamo a favore di una applicazione concreta di quella “Via maestra” che è la Costituzione Italiana.

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